Stamattina, complice incontro fugace con la Silvy e P, sono passata nel mio ex ufficio. Sensazione strana... di primo acchito, felice di non dover sopportare più quel caldo tremendo (essendo in un palazzo antico al piano terra non si possono installare condizionatori). Avevo la tentazione di andare al mio pc ed accenderlo, ma mi sono trattenuta. Le colleghe mi hanno detto che mi trovavano bene, che avevo il viso rilassato... (mi rilasso fin troppo). Ho anche intravisto il "nuovo", che non si capisce bene cosa faccia, mentre invece si è capito bene perchè è lì. Vabbè, volterò pagina prima o poi...
Per il resto, come Silvy già sa ho comprato solamente una camicetta in saldo da Benetton, non avendo più uno stipendio è il caso che mi dia una regolata (anche se ultimamente sono riuscita a prendere alcune cose carine senza spendere troppo: in Sicilia ho preso un maglioncino da annodare sul davanti color ottanio e qualcosina di intimo, da Camaieu un altro maglioncino con le maniche a pipistrello e un paio di pantaloni neri).
Però che depressione comprare già i capi invernali! io adoro l'estate e i vestiti leggeri e colorati...
Adesso vado a vedere qualche episodio di Sex and the City stagione 4... ma mi chiedo, come fanno in inverno ad andare in giro così svestite? io se non ho almeno 4 strati di roba iberno...
Mi sono concessa una mattinata di shopping come non facevo da tempo.
Ho preso degli enormi occhiali neri di Vogue, a fine estate, lo so...
E poi, da Tezenis, dei pantaloni a righe viola + t-shirt viola che userò come pigiama. Luca ha detto che la maglia mi fa delle tette enormi. Ma io ho le tette enormi!!!!
Un salto anche da Benetton per un quartetto di classici in nero: cintura in pelle, pashmina, maglioncino e leggings (pronta per il prossimo funerale).
Ancora, jeans e t-shirt viola da Guess, camicia e maglioncino incrociato da Imperial e t-shirt da Pimpkie.
E ci voleva qualcuno che rimettesse in moto l'economia....
Non so cosa farei, ma so di certo cosa non farei più:
- I lavori domestici
- Il tragitto S*****e - C*****e tutti i giorni
- Le vacanze brevi&economiche
- La manicure fai da te
...
Oggi non è successo nulla che meriti di essere ricordato.
Il che è positivo, di questi tempi.
Quest'estate somiglia sempre più all'estate del 2006. Dopo la laurea ho vissuto un periodo di confusione, non sapevo cosa fare, se iscrivermi a un master o alla specialistica, facevo colloqui su colloqui per uno stage che poi alla fine non ho fatto, perchè ho trovato un bellissimo progetto di servizio civile. Era l'estate in cui tutti gli amici avevano di meglio da fare e io mi annoiavo, anche se siamo riusciti a fare qualche viaggetto.
Adesso mi ritrovo qui, con una laurea specialistica (inutile) in mano e senza un lavoro. Perchè dopo un anno e mezzo in cui mi sono fatta il mazzo non solo al lavoro, ma anche al corso di professionalizzazione, all'università, e poi con l'altro part time, è bastato che la nuova amministrazione lasciasse scadere il mio contratto senza dirmi nulla. Fino all'ultimo giorno, le ultime settimane sono state un'altalena di "ma sì, c'è la dott.ssa X che insiste per farti restare, tranquilla" e "non si sa ancora nulla" e "Y mi ha fatto capire che ha bisogno di una sola persona, ma non c'è niente di definitivo". Ok, d'estate non c'è molto da fare quindi posso capire che una sola persona, che per di + lavora lì da 4 anni, basti e avanzi, e che si decida di "tagliare". Ma sapere che è stato assunto un altro al mio posto, solo perchè è uno di cui l'amministrazione "si fida", mi fa venire una rabbia... Come se io fossi stata raccomandata. Io che non sapevo nemmeno chi fosse il responsabile, quando mi sono presentata al concorso. E ho avuto la fortuna di lavorare con questo capo che, per quanto tante volte fosse burbero con me, mi ha dato una grandissima opportunità e mi ha dato fiducia, rinnovandomi il contratto di altri 6 mesi.
Che poi, visto lo spessore (la maleducazione, l'arroganza e la prepotenza) invece di altra gente, forse è una fortuna che non lavori più lì. Però è stato il modo che mi ha dato fastidio, ovvero il non dirmi niente, dirlo alla mia collega con una frase del tipo "eh, dille di lasciare i suoi recapiti che magari se c'è bisogno la richiamiamo". E' brutto lasciare un lavoro (che ti piace, per di più) con questa amarezza (la voglia di dare un pugno in faccia a certe persone ormai è passata, non si meritano tanta considerazione).
Spero almeno che "salti fuori" qualcosa di buono da questo periodo, e di non cadere nell'apatia della disoccupazione...